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Lazio, 10 motivi per dire “grazie” a Inzaghi. A prescindere da stasera

Lazio, Simone Inzaghi

Prima della finale di Coppa Italia, abbiamo individuato 10 motivi per essere riconoscenti a Simone Inzaghi. A prescindere dall’esito di stasera.

I risultati nel calcio sono fondamentali. Soprattutto per un allenatore: se vinci sei un eroe, se perdi sei da cacciare. È una dinamica  intrinseca nel dna di questo sport e difficilmente potrà essere alterata.

Lo sa bene Simone Inzaghi, che nell’ultimo periodo è spesso finito nell’occhio del ciclone della critica del mondo Lazio per una stagione ricca di alti e bassi. Ma i risultati, benché  decisivi per la sorte di qualcuno, non possono nascondere o macchiare il lavoro che si svolge quotidianamente. E quanto fatto da Inzaghi, nelle sue tre stagioni e mezze alla guida della prima squadra della Lazio, è stato e continua a essere un lavoro enorme.

Per questo, indipendentemente dall’esito della finale di Coppa Italia di stasera, ecco 10 (dei tanti) motivi per cui bisogna dirgli ‘grazie’.

I 10 motivi

  1. Davanti alle tv e in campo, ha sempre fatto la ‘guerra sportiva’ per difendere la Lazio contro i torti che subiva.
  2. Ha portato un altro trofeo nella Capitale, sponda biancoceleste: la Supercoppa italiana del 2017 vinta nel finale con la Juventus.
  3. In tre anni ha raggiunto, in Coppa Italia, due finali e una semifinale (persa ai rigori col Milan).
  4. Viaggia con una media punti inferiore soltanto a quella di Eriksson.
  5. Incarna a pieno lo spirito del tifoso laziale. Abbina l’umiltà tipica di un popolo che nella propria storia ha attraversato momenti duri alla spavalderia del primo club della Capitale.
  6. Ha contribuito in maniera evidente e indiscutibile all’aumento della valutazione di tanti giocatori. Ha recuperato Luis Alberto, ha scelto Strakosha e Luiz Felipe e dato fiducia incondizionata a Immobile. Giocatori che adesso rappresentano un vero e proprio patrimonio della società.
  7. Ha restituito credibilità, dignità e compattezza alla squadra, che da tre anni a questa parte ha un’identità di gioco e di atteggiamento ben chiara e precisa.
  8. Ha portato tutta la sua lazialità nel ruolo di allenatore. Cosa che non proprio tutti sono riusciti a fare e che gli ha permesso di riuscire a gestire una piazza difficile come quella di Roma.
  9. Mastica calcio dalla mattina alla sera e ha dimostrato di capirci tanto. Qualche esempio? Ha chiesto Immobile tre anni fa… e i numeri di Ciro gli danno ragione. Voleva Acerbi, Gomez e Lazzari quest’estate: il primo è arrivato e si sta dimostrando all’altezza, mentre gli altri due sono sempre tra i migliori nelle rispettive squadre.
  10. Ultimo, ma non per poca importanza, con la sua Primavera ha vinto la finale di Coppa Italia contro la Roma, bissando nel 2015 quanto fatto dalla prima squadra il 26 maggio 2013.
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L’unico addebito : durante l’anno 2018/19 la squadra è stata falcidiata da troppi infortuni, raggiungendo una decina contemporaneamente. Inzaghi dovrebbe prestare più attenzione a questo aspetto.
Invece d’accordo per i dieci motivi menzionati.
Simone è un gran signore, un ottimo tecnico e un laziale nelle vene.
Bravo ! Continua così.

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